07 ottobre 2009

Quando manca l'acqua

Avete mai notato quanto siamo a disagio quando interrompono l'erogazione dell'acqua? Ci aggiriamo per casa seccati, perché dovevamo proprio farci un tè oppure stavamo per lavare un piatto o era ora di dare da bere alle piante oppure peggio: siamo insaponati ma non abbiamo fatto in tempo a sciacquarci.
Quando finalmente l'acqua ricomincia a uscire dai nostri rubinetti ci sentiamo entusiasti, fortunati e pieni di gratitudine per lo scampato pericolo: quello di essere privati di una cosa che siamo abituati ad avere e che diamo per scontata.
E' solo quando proviamo per dieci minuti a stare senza qualcosa di assodato che le diamo l'attenzione che merita. Il resto del tempo, non ci facciamo nemmeno caso. Quante sono le cose che fanno parte della nostra quotidianità e che diamo per scontate?
A me ne vengono in mente solo alcune: la libertà di esprimere le proprie opinioni, la possibilità di muoversi in auto, in treno o in aereo, l'affetto della mamma o del proprio compagno/a, il riscaldamento nelle fredde sere d'inverno, il cinema, internet, la possibilità di studiare, avere le scarpe, poter andare al ristorante.
Ecco, secondo me, quando siamo sull'orlo di una crisi di nervi perché il nostro treno è in ritardo, o perché per qualche motivo non possiamo andare in vacanza, quando sfioriamo l'isteria perché l'adsl non funziona o perché ci si è scaricato il cellulare, dovremmo fare un bel respiro profondo e ripensare alla qualità dei nostri bisogni e dei nostri desideri.

4 commenti:

Apprendista mamma ha detto...

Ok, la prossima volta che non funzionerà l'adsl, anziché dare di matto (perché lo sai che se c'è una cosa che mi fa andare in bestia è rimanere off line), ti prometto che penserò al tuo post, farò un bel respiro, e mi metterò, per esempio, a leggere un libro.

guerreronegro ha detto...

Vediamo di non confondere i bisogni primari (quelli che garantiscono la sopravvivenza dell' individuo come l'aria da respirare, l'acqua da bere, i cibi da mangiare) con gli altri. Nella nostra società quelli primari sono quasi sempre soddisfatti e quindi ci concentriamo moltissimo sugli altri. Ma ricordiamoci che ci sono milioni di persone sulla Terra adesso che non riescono neppure a soddisfare i bisogni primari! Della serie che ieri sera mi sono incazzato con una figlia che voleva buttare via mezza bottiglia d'acqua non bevuta che le era rimasta in mano scendendo dall'auto.

l'Asteroide ha detto...

Hai proprio centrato la questione. Mi chiedo spesso se i nostri bisogni non siano diventati soprattutto bisogni indotti, visto che per quanto riguarda la sopravvivenza ce la caviamo egregiamente.
E mi domando anche dove andrà a finire la nostra società e se reggerà il voltaggio di tutta questa gente bisognosa, desiderante e acquistante.

Esmé ha detto...

Non stigmatizzerei troppo i bisogni indotti. Una volta mangiato qualcosa, accoppiati brutalmente e riscaldati in qualche modo, allora dovremmo essere tutti soddisfatti: e se fosse stato così nella storia dell'umanità, noi non saremmo qui, e non saremmo quello che siamo.
Siamo del tutto schifosi? Non mi pare. E comunque, senza l'ADSL - che dio la benedica - non saremmo qua a discuterne.

Ognuno vive nella vita che ha, soffre le mancanze che ha, si spera che goda dei beni che ha, nella esatta circostanza in cui si trova.
Vorrei vederti a cavartela egregiamente per la sopravvivenza, dopo solo due settimane senza energia elettrica. Ma che dico? Una!

Reggerà il voltaggio? No. Certo che no. Il nostro mondo, così com'è fatto, è a perdere.